IMPORTANTE!! LE SEGUENTI ISTRUZIONI SERVONO PER CREARE UNA FORMA PENSIERO PER USI DI MAGIA BIANCA. PER LA MAGIA NERA *NON* VORRETE COLLEGARVI IN NESSUNA MANIERA CON L’ENERGIA, PER OVVI MOTIVI!! PER FAVORE LEGGETE QUESTO ARTICOLO (INVOCAZIONE ED EVOCAZIONE) PRIMA DI PROCEDERE. PER LA MAGIA NERA, INVECE DI INVOCARE L’ENERGIA, DATE FORMA ALL’ENERGIA AL DI FUORI DI VOI E PRELEVATELA DA ORIGINI CHE NON HANNO NESSUNA COSSENSSIONE CON VOI. LA MANCANZA DI CONOSCENZA E’ IL MOTIVO PER CUI ALCUNI INCANTESIMI VENGONO “RIMBALZATI”. Una forma pensiero è un piccolo pacchetto di energia psichica condensata. Come tutta l’energia, la forma pensiero può essere programmata per eseguire specifici compiti e/o diretta per recarsi una specifica area. Il successo della forma pensiero dipende dalla forza della mente e dell’aura del suo creatore. Un forma pensiero debole si dissiperà rapidamente, non portando a termine nulla. Le forme pensiero potenti, idealmente, dovrebbero venire disintegrate dopo che i loro compiti sono stati completati. L’energia si nutre di energia e una forma pensiero che ha diverse settimane di vita, avrà accumulato ogni tipo di diverse influenze, di emozioni, ed altre energie dai suoi dintorni. Questo potrebbe apparire divertente, ma le forme pensiero mutate sono spesso famose per riapparire nei pressi del suo creatore solo per causare confusione, a causa delle energie esterne che hanno accumulato. Per creare una forma pensiero: Sedete in maniera comoda. Entrate in un profondo trance. Mantenete gli occhi chiusi durante questo. Quando siete completamente rilassati, e non sentite più il vostro corpo, siete pronti per iniziare. Ora visualizzate un raggio di luce che entra nel vostro corpo attraverso la corona della vostra testa, e che riempie la vostra aura. Il colore della luce dovrebbe corrispondere allo scopo della forma pensiero. Saturate il vostro intero essere con l’energia colorata finchè non vibrate con essa. Secondo la natura dello scopo, scegliete un chakra corrispondente (secondo il colore) da dove rilascerete l’energia. Mantenete gli occhi chiusi, visualizzate l’energia che si irraggia dal chakra e che forma una sfera davanti a voi. Per i lavori che coinvolgono il chakra di base (normalmente magia nera), dovreste visualizzare l’energia che esce dal chakra di base e che si forma in mezzo alle vostre gambe. Per i lavori che coinvolgono la corona, impacchettate l’energia proprio sopra la vostra testa. E’ importante che l’energia sia rilasciata seguendo una linea dritta. Continuate a raggruppare l’energia nella sfera in modo che diventi più solida. Quando l’energia è sufficientemente forte, potete cominciare a darle una forma in qualunque forma possa servire al vostro scopo. Visualizzate quello che volete faccia questa creatura ed infondetela con questo. Mantenete una forma semplice. Istruzioni dettagliate e complesse non lavorano con le forme pensiero. Usando una frase molto corta – 1-5 parole – sia mentalmente che a voce alta, con gli occhi sempre chiusi, comandate la creatura, poi rilasciatela come un proiettile sparato nel vuoto. La creatura si nutrirà delle emozioni provenienti da qualunque persona a cui sia diretta. Potete anche programmarla per attaccarsi all’aura dell’altra persona. Per esempio: Nel caso si voglia creare amore/desiderio, potete masturbarvi ed inviare l’energia nella creatura al momento di programmarla. Dovreste usare l’energia sia dal vostro chakra di base, che dal secondo chakra, per incitare desiderio. Per lavorare sull’affezionarsi, usate il chakra del cuore. Per i lavori diretti all’amore sessuale, usate sia il chakra del cuore che il secondo. Il colore dominante dell’energia dovrebbe essere la base del vostro lavoro. Diciamo che vogliate amore, ma anche desiderio sessuale, quindi visualizzate l’energia come verde con puntini arancioni. Alcuni colori si possono combinare, ma se usate quelli che creano un colore del tutto nuovo – come verde ed arancione = marrone – l’energia non sarà in armonia con il lavoro. Tutto quello che vi serve per dare il comando, è il nome della persona a cui volete legarvi. Idealmente, dovreste ordinare alla forma pensiero di attaccarsi al chakra appropriato della persona; per esempio, per la lussuria, il secondo chakra. Le forme pensiero possono essere anche attaccate ad oggetti materiali. Possono proteggere o causare danni. Per distruggere la forma pensiero: Evocatela. Visualizzatela venire da voi e volteggiare nell’aria davanti a voi. Concentratevi e visualizzate l’energia dissiparsi come fumo nell’aria. Dite qualcosa come “non esisti più”. Potreste doverlo fare diverse volte.


A volte desideriamo influenzare molte persone allo stesso tempo. Questo si può fare tramite una forma pensiero, programmata e posta in un certo luogo o stanza. Sappiamo tutti come i luoghi possano diventare infestati, o contenere determinate vibrazioni. Questo accade di solito a causa di un evento che ha provocato intense emozioni ed ha lasciato tracce di tali emozioni alle spalle di persone viventi. Quando siamo abbastanza potenti, attraverso concentrazione intensa e focalizzazione, possiamo proiettare energia nelle nostre mani e modellarla in una sfera (dovremmo essere in grado di sentire se è abbastanza forte per un determinato lavoro da eseguire) o proiettare energia in una sfera usando i nostri chakra. La sfera di energia può venir messa in un’area dove rimarrà indisturbata, per essere lavorata più tardi, proiettando ulteriore energia in essa per renderla più potente. Quando proiettiamo l’energia, dovrebbe essere del colore in accordo all’influenza che vogliamo manifestare. Per esempio giallo per l’amicizia, rosa per l'amore romantico, rosso per l'odio e la discordia, e gli incidenti, ed il verde per attrarre denaro e così via. Mentre proiettiamo l’energia colorata, dobbiamo programmare la forma pensiero con concentrazione ed intensità. Quando la forma pensiero è completa, gli ordiniamo di andare nell’area dove vogliamo che eserciti la sua influenza. Possiamo metterne più di una in aree grandi, come un auditorium, un posto di lavoro, una scuola, etc. Dopo un po’, dovranno essere sostituite perché si dissiperanno man mano che influenzano le persone. Una forma pensiero ben fatta può influenzare anche 100 persone alla vota, o più.


La telecinesi è la capacità della mente di muovere oggetti attraverso la concentrazione. Questo è molto avanzato e avrete bisogno di un’aura potente. Abbiamo tutti questa capacità, ma a causa di secoli di soppressione generazionale cristiana dei poteri della mente, è una parte del nostro cervello che attualmente è dormiente. Così come impariamo un esercizio ginnico, acquisendo feeling con esso ed usandolo, diventerà più semplice con il tempo, la dedizione e la pazienza. Ogni cosa sulla Terra contiene un campo energetico, ossia l’aura, anche gli oggetti inanimati. Con la telecinesi dovete connettere la vostra aura con l’aura dell’oggetto che volete muovere. La forza della vostra aura determinerà il successo. L’esercizio che segue aiuta nello sviluppo della telecinesi. Dovreste avere già esperienza con la manipolazione dell’energia ed avere potenti chakra delle mani. Per lavorare con esso, dovreste essere già padroni della meditazione di base e della meditazione sui chakra delle mani. Questo esercizio è svolto in maniera migliore dopo la meditazione sull’energia quando l’aura è forte. Per cominciare, appendete un pendolino di fronte a voi. Può essere qualunque oggetto da una piccola matita o una lampadina, o una pallina da ping-pong. Qualunque cosa di piccolo e leggero funzionerà. Deve essere davanti a voi, preferibilmente su un tavolo, dove potete rilassarvi e sedervi. Appendete il pendolo, in modo che nulla entri in contatto con lui e quindi possa muoversi liberamente e con facilità. Mettete le mani a circa 30 cm da ogni lato del pendolino, con i palmi rivolti al pendolo. Dirigete energia attraverso i chakra dei palmi delle mani. Ora cercate di spingere o tirare. Vedrete la vostra aura che spinge o tira l’oggetto. Una mano spinge, l’altra tira. Visualizzate la vostra aura che si collega con l’aura del pendolo. Non muovete le mani. Quando siete in grado di muovere il pendolo, mettete le mani sempre più lontano. Il passo successivo è quello di muovere il pendolo usando l’energia dei vostri polpastrelli. All’inizio, cercate di tirarlo con l’energia dei vostri polpastrelli.Il segreto è mantenervi distanti dall’oggetto. Il prossimo passo, che è molto avanzato, consiste nell’usare il potere del vostro terzo occhio e muovere oggetti collegando la vostra aura con quella dell’oggetto e volere che si muova. Non siate frustrati. Questo richiede concentrazione intensa, una mente e un’aura forti, ma con abbastanza pazienza e pratica il tempo che vi servirà per muovere l’oggetto sarà sempre più breve. Quando imparate a usare quest’area del cervello e rinforzarla (sarà sempre più facile) le prime volte sono le più difficili. Può richiedere diverse sessioni, a volte settimane, ma non è impossibile.Ecco alcuni suggerimenti pratici: E’ utilissimo essere in grado di vedere le aure. Quando aprite il terzo occhio questo vi da la capacità di farlo, ma dobbiamo imparare ad usare questa capacità di vedere. E’ come per l’atletica. Se possediamo forza e flessibilità, questo è il potenziale, tutto quello che ci serve è il movimento di un esercizio e l’allenamento per imprimere il movimento nella memoria del muscolo. Accade lo stesso con la mente. Iniziate con oggetti leggeri. Le pietre come i cristalli di quarzo sono eccellenti, se di piccole dimensioni e leggere. Esse hanno un’aura più forte per natura. La telecinesi è più semplice dopo la meditazione sull’energia quando la propria energia è più intensa. La telecinesi come ogni altra abilità dovrebbe essere praticata ogni giorno finchè non ne siete maestri. Oggetti sempre più pesanti possono sostituire quelli più leggeri non appena si ottengono risultati. Ho avuto successo con il metodo di cui sopra.


La pirocinesi è la capacità di controllare, accendere e spegnere il fuoco usando i poteri della mente. E’ pericoloso. Si dovrebbe essere adepti e molto esperti nel gestire e indirizzare energia, poiché l’inesperienza può causare bruciature a voi stessi, anche se avete un’aura potente. E' necessaria un’aura eccezionalmente potente per le capacità pirocinetiche. Iniziate accendendo una candela. Per procedere in sicurezza, dovreste essere adepti nello spegnere il fuoco prima di accenderlo. Posizionate entrambe le vostre mani, con i palmi di fronte uno all’altro e rivolti all’interno, a circa 1 cm ognuno dalla fiamma della candela e dirigete la vostra energia nella fiamma, desiderando che si estingua. Questo è estremamente avanzato e dovete avere un’aura potente. Provate a concentrarvi su energia nera tra i vostri palmi, dove si trova la fiamma. Per accendere una fiamma: eseguite la meditazione per produrre calore e dirigete l’energia che producete verso i vostri chakra del palmo delle mani. Spegnete la candela soffiando. Posizionate entrambe le mani, con i palmi di fronte e rivolti all’interno, a circa 1 cm dallo stoppino, che dovrebbe essere ancora ardente. Dirigete energia dai vostri chakra dei palmi delle mani e concentrate calore intenso sullo stoppino e desiderate che si accenda. Cercate di concentrarvi su energia calda, tra i vostri palmi. Lo stoppino, con la pratica, comincerà a brillare ed eventualmente si accenderà. Spegnete la fiamma, concentrando l’energia tra i vostri palmi sullo stoppino e dirigetela in maniera da accenderla di nuovo. Con sufficiente energia dei chakra delle mani, si riaccenderà. Man mano che avanzate, muovete i vostri palmi sempre più distante. Quando siete sufficientemente efficienti con i vostri palmi distanti 60-90 cm, concentratevi sull’accendere la fiamma senza che lo stoppino sia caldo. Accendetelo da freddo. Oltre ad utilizzare energia dai chakra dei palmi delle mani, usate anche i poteri del vostro terzo occhio. Il terzo occhio ha una linea di energia diretta agli occhi fisici, dai quali l’energia si proietta. Una volta che sarete adepti a quanto sopra, provate ad usare meno le vostre mani. Anche qui, è importante saper spegnere il fuoco prima di accenderlo. Espandete la vostra aura affinchè si colleghi con la fiamma della candela. La candela dovrebbe essere a 30 cm o meno davanti a voi. Connettete la vostra aura ed accendete il fuoco. Una volta che sarete adepti, fate lo stesso con lo stoppino. Quando siete in grado di usare solo la vostra aura per accendere la fiamma della candela, espandete la vostra aura in modo che si colleghi con un oggetto a 30 cm o meno davanti a voi e proiettate il calore come avete fatto con i palmi. Man mano che progredite, spostate l’oggetto sempre più lontano. Invece di fare semplicemente meditazione nel vuoto, si può usare in alternativa questo esercizio perché richiede concentrazione intensa ed ininterrotta.



La totale concentrazione è essenziale in ogni lavoro magico.
Non importa se l’ambiente è pieno di distrazioni, si deve sempre mantenere una totale concentrazione. Questo si ottiene con una mente allenata.
Sono stata coinvolta in un progetto in passato: liberare i Demoni*. Il mio Demone Guardiano, Azazel, e anche Thoth vennero da me perché stavano lavorando con me. Thoth era il Demone Capo del nostro progetto ed ha accompagnato ognuno dei nostri Demoni Guardiani, in maniera che ognuno fosse liberato. Glasya-Labolas doveva essere liberato immediatamente. Mia figlia era in una stanza mentre guardava la TV e c’era molta agitazione in casa mia. Dissi loro che avrei dovuto aspettare un po’ di tempo.
Cinque minuti dopo, il cucciolo di mia figlia urinò sul mio letto. Dovetti disfarlo e lavare tutto. A causa di questo tutti dovettero uscire dalla mia stanza. Quando i Demoni vogliono che qualcosa sia fatto, le altre cose sembrano cadere nel nulla.
Rimasi nella mia stanza con la porta chiusa a chiave, e cominciai a lavorare su Glasya-Labolas. I mie bambini lottavano, picchiavano alla porta, insieme ad altri bambini e la casa era un caos, ma mi sono concentrata escludendo la confusione, e riuscii a liberarlo.
La concentrazione totale dovrebbe essere mantenuta indipendentemente da quanto intensa la distrazione possa essere. Fate solo quello che state facendo senza lasciar interferire nessuna distrazione esterna. Naturalmente, la porta dovrebbe essere sempre chiusa.
Quando ci concentriamo fino al punto in cui non siamo coscienti di nulla di ciò che sta accadendo intorno a noi, questa è la situazione in cui abbiamo il maggior potere.
(*) Da metà Dicembre 2002 fino a metà Aprile 2003, cinque di noi liberarono oltre 100 Demoni. Questo fu ottenuto attraverso la magia sessuale. Al culmine dell’orgasmo, connettemmo le nostre anime alle anime di ognuno dei Demoni trasferendo energia da ognuno dei nostri chakra ai loro chakra. Questa fu un esperienza estremamente appagante. Dopo che l’energia era stata trasferita, ognuno di loro ebbe nuovamente le “ali”.




L’ipnosi energetica è una forma di auto ipnosi molto efficace.
Con l’auto ipnosi standard, si entra in   trance    e si fanno affermazioni ripetute per modificare il comportamento. Con l’ipnosi d’energia, si respira l’energia di un colore specifico che corrisponde all’obiettivo ricercato. I risultati sono molto più estesi e potenti che la semplice auto ipnosi. Con l’ipnosi energetica, lavoriamo con la nostra aura.
Ecco un esempio di ipnosi energetica:
Diciamo che volete attrarre denaro:
Inspirate, come fareste per la meditazione di base, ed assorbite da ogni parte del vostro corpo nello stesso momento il colore verde. Un luminoso, ricco e potente verde. Questo dovrebbe essere fatto in un trance più profondo possibile. Mentre respirate il verde ed illuminate la vostra aura con esso, dite:
“Sto respirando una potente energia che attrae verso di me molto denaro libero e facile in maniera molto positiva. Tale denaro e mio e posso tenerlo tutto per me”.
Affermatelo diverse volte con intenzione, mentre inspirate il verde. Il verde è il colore di Venere e del chakra de cuore che governa il denaro. Funziona veramente, ma deve essere fatto ogni qualche giorno per far si che il denaro continui ad arrivare.
Dopo, ispirate una luce bianca luminosa per diverse volte, per bilanciare la vostra aura.
Diciamo che volete perdere peso:
Potreste voler usare il colore blu cielo per accelerare il vostro metabolismo. Inspirate tale colore in tutta la vostra aura mentre siete in un trance profondo, il più profondo possibile, e affermate:
“Sto inspirando energia blu che accelera il metabolismo e fa sì che io perda il grasso corporeo in eccesso in maniera salutare”.
Dovete ripeterlo diverse volte - da 5 a 10 - e continuare ad inspirare energia blu. Questo dovrebbe essere fatto ogni giorno finchè non vedete i risultati, e ripetuto se necessario. Con il tempo, diventa permanente.


Per l’auto ipnosi, dovete entrare in un trance profondo. Il seguente è un esempio preso dal “Trattato sulla Proiezione Astrale” di Robert Bruce. “Come entrare in trance Rilassatevi e calmate la mente attraverso la percezione della respirazione. Immaginate di stare scendendo una scala nell’oscurità. Non visualizzate la scala; sentite solo voi stessi mentre lo fare. Durante l’espirazione, sentite voi stessi scendere uno scalino o due in basso. Nell’inspirazione, sentite voi stessi fermi sempre sulla scaletta. Quello che serve è un effetto di “caduta” nella vostra mente. Questo modifica il livello di attività delle onde cerebrali, dal livello cosciente (Beta) verso il livello del sonno (Alpha) o il sonno profondo (Theta). Una volta che il livello cerebrale raggiunge lo stato Alpha, entrerete in trance. Non appena sentite questa sensazione, fermate l’esercizio di caduta mentale. Se non vi piace la scaletta, immaginate di essere in un ascensore, sentitevi scendere espirando, e fermi inspirando. Oppure immaginate di essere una piuma, sentitevi fluttuare già espirando, fermi inspirando. E’ necessario provare un senso di caduta per abbassare il vostro livello di onde cerebrali. Il trance si percepisce così: ogni cosa diventa più silenziosa, sembra di essere in un luogo molto più ampio. Il vostro corpo è attraversato da un lieve senso di ronzio. Tutto appare diverso. Come se qualcuno avesse messo una scatola di cartone sulla vostra testa, nell’oscurità, e poteste sentire l’atmosfera cambiare. Come se tutto fosse leggermente sfocato e attutito. Ogni rumore forte, squillante, è molto fastidioso mentre siamo in trance. Trance profondo. Il livello di trance che ottenete dipende molto dal vostro rilassamento, dal livello di concentrazione e potere della volontà. Per entrare in un trance più profondo, per esempio il livello Theta e oltre, dovete concentrarvi molto di più e per molto più tempo, sulla sensazione di caduta mentale aiutata dal percepire la respirazione. Il primo livello di trance, per esempio quando vi sentite molto pesanti, è abbastanza profondo per la proiezione astrale. Sconsiglio caldamente di forzarvi più in profondità di un trance leggero, finchè non avete esperienza con lo stato di trance. Come potete capire se siete entrati in un trance profondo ? Ci sono 4 sintomi molto evidenti. Una sensazione sgradevole di freddo che non vi fa venire i brividi, insieme ad una progressiva perdita di calore corporeo Mentalmente, vi sentirete strani e tutto sembrerà estremamente lento. Il processo del pensiero rallenterà come se vi avessero fatto una forte iniezione di antidolorifico Vi sentirete non associati al vostro copro, per esempio con una sensazione di galleggiamento e tutto sembrerà distante Paralisi fisica totale. Nota : queste quattro cose, TUTTE INSIEME, significano che state entrando un trance profondo. Non confondete la sensazione di galleggiamento che a volte si ottiene con un trance leggero, per esempio quando il vostro corpo astrale comincia a essere rilasciato. Oppure la leggera perdita di calore corporeo che deriva dal sedersi immobili per molto tempo, e l’addormentarsi di un arto come la paralisi. La sensazione di trance profondo è alquanto poco gradevole e non si può confondere facilmente per quello che è. E’ molto difficile entrare in trance profondo, poiché vi serve una capacità di rilassamento molto sviluppata, concentrazione, conoscenza degli stati di trance e moltissima volontà ed energia mentale. Non ci cadrete per errore. Se siete preoccupati di stare andando troppo a fondo, ricordate questo: POTETE sempre uscire dal trance in ogni momento. Concentrate TUTTA la volontà sul muovere le dita o i piedi. Una volta che potete muoverli, piegate le mani, muovete le braccia, scuotete la testa, rianimate il vostro corpo; alzatevi e camminate per qualche minuto. Cadere in un trance profondo non dovrebbe rappresentare un problema mediante questi esercizi. Espansione dell’energia corporea. Ad un certo punto dopo essere entrati nello stato di trance, sentirete una leggera paralisi che vi pervaderà. Questo sarà accompagnato dopo poco da una vibrazione crescente ed un senso di ronzio tutto intorno a voi. Potreste anche sentirvi enormi, gonfi. La paralisi, le vibrazioni ed il sentimento di grandezza sono sintomi dell’energia del corpo che si espande e del corpo astrale che si rilascia. Questa è una parte del normale processo del sonno. L’energia del corpo si espande e si apre per accumulare e incamerare energia. Durante questo momento, il corpo astrale galleggia libero, leggermente fuori asse con il corpo fisico.” Alcune persone utilizzano un registratore ed ascoltano la voce e le affermazioni che vengono ripetute. La controindicazione di questo è che, in trance profondo, i suoni possono diventare dolorosi e disturbare il sistema nervoso. Tutti siamo diversi ed ognuno potrà cercare i metodi migliori per se stesso. Quello che funziona per uno, può non funzionare per un altro. Durante questo stato, potete regredire ad una vita passata, camminando attraverso una porta o un portale nella vostra mente. Lo stato di trance è il momento in cui fare affermazioni ripetute a voi stessi per programmare la mente. L’auto ipnosi è molto simile ad ipnotizzare gli altri, con l’eccezione che voi fate le affermazioni dirette a voi stessi. Anche qui, possono essere necessarie molte sedute per avere successo. Uscite gradualmente e lentamente, come fareste al ritorno dal piano astrale.


Trance leggero: Il soggetto è fisicamente rilassato. Le palpebre del soggetto possono vibrare. I suoni possono essere dolorosi. Trance da medio a leggero: Le estremità del soggetto si avvertono come pesanti. La respirazione del soggetto diventa più lenta e più profonda. Senso di profondo rilassamento (il soggetto non si sente muoversi, parlare o pensare). Il soggetto si sente distaccato dai suoi dintorni. Trance medio: Il soggetto è cosciente del trance, ma non può descriverlo. Stato di soggezione (per esempio, l’operatore suggerisce al soggetto di avere un insetto sul braccio ed egli può sentirlo muoversi, anche se non c’è niente in realtà; oppure se l’operatore suggerisce che c’è fumo nella stanza ed il soggetto lo sente e lo annusa, anche se non ce n’è in realtà). Catalessi: una condizione caratterizzata dalla mancanza di risposta agli stimoli esterni e da rigidità muscolare, in modo che le estremità rimangano in qualunque posizione vengano messe. Trance profondo o sonnambulismo: Il soggetto può aprire gli occhi senza che il trance ne risenta. Lo sguardo è fisso e le pupille dilatate quando gli occhi sono aperti. Amnesia totale. Amnesia sistematica post-ipnosi. Movimenti incontrollati dei globi oculari. Sensazione di leggerezza, galleggiamento, ondeggiamento o caduta. Il soggetto sperimenta distorsione dei suoni. Il soggetto può controllare le sue funzioni corporali involontarie – per esempio i battiti del cuore, pressione del sangue. Richiamo di ricordi persi. Allucinazioni visive. Allucinazioni auditive. Anestesia totale Metodi per testare la profondità del trance: L’operatore deve stabilire la profondità del trance in maniera da mantenere il controllo della sessione. Questo viene fatto testando il soggetto a livello della sua recettività ai suggerimenti dell’operatore. Il metodo comunemente usato è quello in cui l’operatore dice al soggetto che egli non può muovere un braccio. Esempio: “Il tuo braccio è fissato alla sedia, non puoi sollevarlo, e quando conto fino a cinque, voglio che provi a sollevarlo. Se hai collaborato, troverai che più forte tenti di sollevarlo, più esso rimane fissato alla sedia”. L’operatore conta fino a cinque, dicendo ad ogni numero “Il tuo braccio è fissato alla sedia”. Quando si arriva a cinque, se il soggetto non può muovere il braccio, allora è in trance. Se il soggetto può muovere il suo braccio, non ha accettato tale suggestione. L’operatore deve iniziare da capo e spiegare che egli non può fare nulla senza la collaborazione del soggetto. E’ molto importante assicurarsi la fiducia del soggetto. Il prossimo livello è dove l’operatore approfondisce il trance e prova ancora a verificare fino a che punto è arrivato il soggetto. L’operatore dice al soggetto che colpirà il dorso della mano del soggetto stesso ed egli sentirà una incoscienza crescente, e perdita di sensibilità in quella mano. Dopo alcuni minuti in cui colpisce la mano, parlando, l’operatore pizzica il retro della mano del soggetto e poi fa lo stesso con l’altra mano che non è stata coinvolta e chiede al soggetto se avverte differenza. Se il soggetto risponde di si, si è ottenuto lo stato di trance previsto; se no, l’operatore spiega al soggetto che il lavoro ulteriore dipende dal trance e deve essere fatto. Serviranno più sessioni per portare il soggetto più in profondità. Nel livello seguente l’operatore testa uno stato ancora più profondo. Se il soggetto è avanzato fino a questo stadio, proverà amnesia. L’operatore dice al soggetto di immaginare che egli sia in piedi davanti ad una lavagna con un pezzo di gesso bianco e gli comanda di scrivere tre parole sulla lavagna. “Voglio che tu prendi il gesso e scrivi le seguenti tre parole sulla lavagna. Primo, albero; poi erba ed infine nuvola. Solleva il tuo braccio quando hai finito di scrivere le tre parole”. Quando il soggetto ha segnalato che ha finito, l’operatore dice che c’è un cancellino sulla mensola della lavagna e dice “Voglio che prendi il cancellino e cancelli le parole albero ed erba, lasciando solo la parola nuvola. Mentre cancelli le parole, voglio che le cancelli anche dalla tua mente, in modo che tutto quello che puoi pensare sia solamente la nuvola. Nuvola. Cadi in un sonno sempre più profondo. Sei in profondo sonno e tutto quello che puoi pensare è la parola nuvola. Ora, quali sono le tre parole che hai scritto sulla lavagna?” Se il soggetto può ricordare, non ha raggiunto lo stato di trance con amnesia, altrimenti ha raggiunto lo stato di trance prefissato. L’operatore dovrebbe dire “Quando conto fino a tre, ricorda le tre parole e ripetile a me”. Il soggetto dovrebbe allora essere in grado di ricordare le parole e ripeterle. Per essere in grado di mettere il soggetto in questo stadio di trance, la prossima volta che l’operatore procede con l’ipnosi, dovrebbe dire al soggetto prima di riportarlo indietro “Da ora in poi, ogni volta che ti metto in trance, raggiungi la stessa profondità di trance in cui sei adesso quando ho contato fino a dieci”. L’operatore porta quindi il soggetto fuori dal trance “Sto per contare fino a cinque. Quando raggiungo cinque, sei sveglio e ti senti bene e rinfrescato”



E’ importante leggere tutti gli articoli della sezione ipnosi in modo da sapere cosa state facendo prima di ipnotizzare un’altra persona.
Per ipnotizzarla con efficacia, essa dovrà essere completamente e profondamente rilassata. La persona dovrà essere seduta in maniera comoda in posizione reclinata. Se fosse sdraiata, probabilmente si addormenterebbe.
Dovete rimanere calmi e controllati in ogni momento.
Iniziate a parlare al soggetto del rilassamento totale del corpo. Cominciate con i piedi, fate in modo che li spinga in alto poi li rilassi; poi le anche, le ginocchia e così via, lavorando fino ad arrivare al viso e alla testa.
Quando il soggetto è totalmente rilassato, ditegli di ricordare un evento felice che si è svolto nel suo passato. Fategli domande su di esso, dove è successo, chi c’era, come si sentiva, cosa c’era nella stanza o nell’area dove è successo e così via. Questo serve ed attivare la parte destra intuitiva del cervello e la memoria inconscia.
Quando avete terminato questo, dite al soggetto che state per contare all’indietro. Con ogni numero, egli sarà sempre più rilassato.
  • “Dieci; stai diventando più rilassato di prima”
  • “Nove, stai cadendo sempre più profondamente nel rilassamento totale”
  • “Otto, il tuo corpo è totalmente rilassato; lo puoi avvertire appena”
  • “Sette, sei completamente rilassato e ti senti molto in pace”
  • “Sei, per ogni respiro, ti rilassi sempre di più con ogni espirazione”
  • “Cinque, stiamo cadendo dritti nel più profondo livello di rilassamento”
  • “Quattro, rilassati….. tre , due, uno”
A questo punto vorrete determinare la profondità del trance. Se il soggetto è nuovo all’ipnosi, sono necessarie diverse sessioni prima che sia in grado di entrare in trance profondo. Per approfondire il trance:
  • “Dieci; stai diventando più rilassato di prima”
  • “Nove, stai cadendo sempre più profondamente nel rilassamento totale”
  • “Otto, il tuo corpo è totalmente rilassato”
  • “Sette, per ogni respiro, ti rilassi se4mpre di più con ogni espirazione”
  • “Sei , stiamo cadendo sempre più avanti nel livello di rilassamento più profondo e più profondo ancora”
  • “Cinque, quattro, rilassati….. tre , due, uno”
Ancora, vorrete determinare il livello giusto di trance a questo punto. Se il soggetto è nuovo all’ipnosi, possono essere necessarie più sessioni perché possa entrare in un trance profondo.
E’ qui che programmate la mente del soggetto. Fate affermazioni brevi e dirette al punto, che si connettono ad una specifica area o problema. Lavorate su un problema solo per ogni sessione e accertatevi che il problema sia risolto prima di muovervi verso un altro. Tutte le affermazioni devono essere in tempo presente. “Sarà” non arriva mai e la mente non comprende il futuro.
Mettete il soggetto in un trance profondo e dite:
“Sto per contare all’indietro da 10 a 1”
“Con ogni numero, entri in un uno stato sempre più profondo di rilassamento”
“Quando raggiungo 1, sei di fronte ad una porta.”
Contate lentamente al contrario.
“Sei di fronte ad una porta chiusa. Sto per contare all’indietro da 10 a 1, quando raggiungo uno voglio che giri la maniglia ed apri la porta” …. 3,2,1”
Ora chiedete al soggetto se ha aperto la porta. Se non l’ha fatto, non è caduto abbastanza in profondità nel trance per questa sessione, affinché funzioni. Ponetelo più in profondità oppure risvegliatelo e terminate la sessione.
Se ha aperto la porta, allora dite:
“Voglio che cammini attraverso la porta. Adesso sei in una vita precedente” “Guardati intorno, cosa vedi ?” “Qual è la data corrente?” “Chi sei?
Continuate a parlargli della sua esperienza.
Quando siete pronti a risvegliare la persona, dite:
“Sto per contare da 1 a 5. Al 5, apri i tuoi occhi, sei sveglio, attento e ti senti bene” 1 …. 5. “Apri gli occhi”.
Se volete eseguire una pulizia mentale, in cui il soggetto non ricordi nulla della sessione, accertatevi di dirgli alla fine della sessione “Quando ti svegli, non ricordi nulla di questa sessione”. “La tua ultima memoria è entrare da questa porta”. (o qualunque cosa sia accaduta prima della sessione).
Con l’ipnosi professionale, è spesso necessaria una pulizia mentale riguardo ai traumi delle esperienze vissute durante una regressione.
Esempi:
Attirare benessere –
“Stai attirando sempre più denaro” “La tua vita è piena di benessere e hai ogni cosa che vuoi” (Frasi simili per il denaro”
Per guarire –
Fate si che il soggetto visualizzi una palla di luce luminosa come il sole. Dite lui di visualizzare questa luce sulla parte del corpo malata.
“La luce è energia guaritrice, che guarisce il tuo ------- “
Dite al soggetto “Visualizza una palla di luce luminosa come il sole. Vedi questa palla di luce?”
Il soggetto dovrebbe rispondere “Si”.
“Voglio che metti la palla di luce sul tuo --- (parte del corpo)”
“Circonda completamente (parte del corpo) con la palla di luce, senti il calore dell’energia che guarisce il tuo ---- “
“La luce è piena di energia guaritrice che guarisce il tuo -----“
“Il tuo --- sta diventando normale ed in salute”
Continuate a parlare al soggetto attraverso il processo di guarigione. Questo può dover essere fatto diverse volte, specie se il problema è cronico.
L’ipnosi è utile in molti campi. Può essere usata per rafforzare la concentrazione, migliorare l’intelligenza e la memoria, liberarsi delle fobie, delle cattive abitudini, stabilire buone abitudini e così via.”



Possediamo tutti una parte sinistra ed una parte destra del cervello.
La parte sinistra è la mente cosciente che usiamo ogni giorno per prendere decisioni e usare la logica. Questa è la parte attiva maschile del cervello.
La parte passiva è la destra. E’ la parte recettiva femminile. La parte destra del cervello è molto suggestionabile ed è la parte a cui accediamo sia nella meditazione che nell’ipnosi.
Per accedere alla parte destra passiva, la parte attiva sinistra deve essere bypassata. E’ come staccare la corrente in un edificio per aggiustare i fili. La mente funziona allo stesso modo.
Più viene bypassata la parte sinistra attiva, più sarà profondo il trance, e più questo avviene più la parte destra passiva è recettiva.
Per essere effettivamente ipnotizzati, dovete essere in trance profondo. Per ipnotizzare un’altra persone, dovete farla cadere in trance, più è profondo meglio è.
Per ipnotizzare qualcuno, l’operatore deve stabilire una sorta di rapporto. Le persone più suggestionabili, impressionabili, ed emotive sono i soggetti migliori. Coloro che sono nervosi, cinici, e non si trovano bene ad essere ipnotizzati sono più difficili. La CIA ed altri professionisti poco etici usano i barbiturici per sottomettere soggetti resistenti. Ne usano abbastanza perché la mente sia sempre recettiva alle suggestioni. Se ne usano troppo, la sessione non avrà successo.
Il successo della sessione dipende da come si pone la mente nei confronti della suggestione. Problemi cronici e di vecchia data, preoccupazioni nel profondo, blocchi mentali, richiedono molte sessioni per essere superati. Le suggestioni e le affermazioni devono essere ripetute per rompere le barriere nella mente.
Tramite l’ipnosi, l’operatore ha il controllo. Il risultato di questo controllo, con un professionista, è che il soggetto mette nelle sue mani la sua intera vita, e l’operatore può ordinargli di fare qualunque cosa. Ci sono numerosi rapporti di psichiatri che hanno sottomesso i loro pazienti ed hanno fatto sesso con loro. Al paziente veniva detto durante la sessione che non avrebbe ricordato nulla al suo risveglio. E’ un esempio comune. Quando permettete ad una persona di ipnotizzarvi, mettete letteralmente tutta la vostra vita nelle sue mani e, di sessione in sessione, siete sempre più sotto il controllo di questa persona.
Per evitare che una persona vi ipnotizzi, dovete programmare la vostra mente in modo che non sarete mai ipnotizzati da qualcun altro. Questo crea un blocco. Gli ipnotisti sono famosi per inserire loro stessi dei blocchi nella mente dei soggetti. Alcuni ne hanno messi parecchi. Il più comune è il soggetto che prova amnesia totale della sessione. Altri blocchi da parte di ipnotisti non etici includono che il soggetto possa essere ipnotizzato solo da loro e non da altri. Questo coinvolge casi giudiziari in cui l’operatore ha usato il soggetto – che non ricorda nulla – per commettere crimini. La mente umana può essere programmata per non ricordare, tramite amnesia, qualunque situazione.



E' stato detto molte volte che “gli occhi sono lo specchio dell’anima”.
Gli occhi sono l’unica apertura del cervello che non sia rinchiusa nell’osso cranico. Attraverso il nervo ottico, gli occhi sono collegati al cervello. Quando alleniamo le nostre menti ed aumentiamo la nostra bioelettricità, possiamo incantare direttamente le persone guardandole solo negli occhi e catturando il loro sguardo per alcuni secondi.
Come si fa:
  1. Dovete avere una mente ferma e forte, in grado di controllare gli altri che sono più deboli.
  2. Più siete vicini alla persona, più è efficace questa tecnica. Richiede pratica.
  3. Dovete trovarvi in trance. Un adepto può entrare ed uscire da un trance in ogni momento, in ogni luogo.
  4. Dovete concentrarvi e proiettare la vostra bioelettricità insieme alle vostre intenzioni fuori dai vostri occhi, in quelli della persona
    a. Sedete davanti a uno specchio e rilassatevi. Guardate in alto per 1-2 minuti, questo aiuta ad ottenere lo stato mentale Alpha. Scendete in un trance più profondo, fin quanto potete.
    b. Concentratevi sui vostri occhi allo specchio. Cominciate a proiettare la vostra energia attraverso gli occhi. (Per l’allenamento, non focalizzatevi su nessunaenergia negativa che ritornerebbe verso di voi per ragioni ovvie).
    c. Dovreste cominciare a sentire la vostra energia, come se si riflettesse sullo specchio. Fatelo ogni giorno e la vostra energia diverrà più intensa.
  5. Quando incantate qualcuno, comandatelo nella vostra mente, affinché faccia quello che volete, o che volete che senta, etc. Lo stesso accade per le maledizioni che dovrebbero essere inviate con il massimo dell’odio e dell’intensità. I comandi dovrebbero essere una frase breve. Gli animali comunicano solo tramite immagini mentali.
  6. Guardate profondamente nei suoi occhi, quasi attraverso di essi fino al retro del cranio, proiettando direttamente la vostra energia nel loro cervello per eseguire la vostra volontà. Focalizzatevi intensamente.
Questa operazione è di livello molto avanzato.
Potete anche far pratica con un amico vicino e affidabile, fin quando usate energia positiva. L’energia negativa causerà danni, non giocateci.
Spesso questo richiede anni di pratica costante, finchè si diviene adepti e non appena li fisserete, in pochi secondi gli altri saranno sotto il vostro controllo.



L’orgasmo sessuale è equivalente al potere della Forza Vitale.
Usare l’orgasmo sessuale nei rituali e nei vostri lavori magici può dare un grande potere aggiunto al vostro risultato. La Magia Sessuale è antica, estremamente potente ed è il principio della creazione.
Al momento dell’orgasmo, si entra automaticamente in un breve stato di trance. La potente energia orgasmica può essere indirizzata ed inviata. Viene visualizzata come una luce brillante come il sole e può essere diretta in forme pensiero, nei propri desideri, talismani, e così via.
Gli uomini e le donne sono differenti nell’energia sessuale. Le donne tendono ad avere picchi di potenza secondo il ciclo. Le donne sono al culmine del loro potenziale durante le mestruazioni. Il lavoro psichico, la proiezione astrale, ed altre cose che richiedono un'aumentata sensibilità sono molto più facili dopo un intenso orgasmo. L’orgasmo è anche un metodo eccellente per produrre rilassamento prima della meditazione.
I fluidi sessuali, sia il liquido seminale che le secrezioni vaginali, ed anche il sangue mestruale, hanno il potere della forza vitale.
* Al momento dell’orgasmo è importante dirigere la vostra intera concentrazione ed il vostro desiderio verso il vostro obiettivo, desiderandolo. Visualizzate l’energia orgasmica nella forma di un fascio, di una sfera, o un vortice che penetra l’oggetto/persona, illuminandolo con una brillante aura di energia che viene programmata. Questa è magia sessuale di base, e semplice.
La magia sessuale può essere fatta da soli, o con un partner o un/a Demone o in gruppo. Quando si lavora con altri, è importante essere tutti pratici nella magia in maniera da lavorare tutti con una specie di sforzo comune e organizzato. Mischiare l’energia orgasmica con un/a Demone è estremamente potente.



Per incitare amore o lussuria si utilizza l’orgasmo sessuale, che viene diretto nell’anima della persona desiderata.
Questo idealmente dovrebbe essere fatto spesso e quando lui/lei è addormentato/a.
Stimolatevi fino al culmine dell'orgasmo fantasticando sulla persona desiderata. Al momento dell’orgasmo, visualizzate l’energia che illumina il suo intero corpo e l’aura e date un comando mediante un’affermazione. L’affermazione dovrebbe essere breve, in tempo presente, e dritta al punto. Per esempio “ ---- (nome della persona desiderata) è profondamente innamorata di me e mi desidera sessualmente”.
Per potenziare ulteriormente l’incantesimo, entrate in trance e quando lei/lui è preferibilmente addormentato/a, visualizzate il suo corpo di luce e con gentilezza ma con fermezza, comandatelo. Per esempio : “ ---- (nome della persona desiderata), tu mi ami e mi desideri moltissimo, ogni giorno. Sono irresistibile per te.”
Più spesso lo fate, meglio è. Questo incantesimo potrebbe dover essere rinforzato di tanto in tanto.
La magia del sesso



Di cosa avete bisogno:
  • Materiale per fare un pupazzo.
  • Un piccolo oggetto personale dell’individuo che volete legare (può essere inserito nel pupazzo).
  • Un pezzo di materiale blu lungo abbastanza per fasciare il pupazzo come una mummia.
  • Un chiodo e un albero per appendere il pupazzo.
  • Potete usare delle erbe per riempire il pupazzo se l’oggetto non è abbastanza largo o non riempie del tutto il pupazzo. Aggiungere chiodi di garofano agirà per “legare la lingua”. Ricordate: le erbe non hanno alcun potere da sole, ma solo proprietà mediche. Per massimizzare il potere delle erbe, devono essere infuse tramite gli elementi. Vedere informazioni importanti sulle Erbe. Altre erbe da aggiungere possono anche essere:
    Acrimonia
    Assafetide
    Betulla
    Ginestra
    Cipresso
    Pianta del drago
    Cappero
    Ruta
    Tabacco
Tutte queste erbe sono governate dal pianeta Saturno. Saturno è il pianeta che serve per legare. Quando avete finito di riempire il pupazzo, marchiatelo per rappresentare la persona che volete legare. Disegnate la faccia meglio che potete, la barba se c’è, gli occhiali; non deve essere perfetto per forza. Ora sigillate la bocca con ferma intenzione.
Mettete il pupazzo sul vostro altare e cominciate un rituale standard. Dopo aver invocato i Principi Incoronati dell’Inferno, toccate con il vostro athame la bocca del pupazzo e dite “Io presento --- (nome) --- affinchè venga legato. Quello che faccio a questa immagine lo faccio a --- (nome) ---.”. Prendete il pupazzo e cominciate ad avvolgere il materiale blu intorno al pupazzo cominciando dalla bocca, come una mummia, lasciando una gamba fuori così potrete appenderlo. Una volta finito, mettetelo ancora sull’altare e recitate quanto segue : “ --- (nome) --- è legato, non è in grado di parlare contro di me. --- (nome) --- è legato, non è in grado di agire contro di me. --- (nome) --- è legato, non è in grado di ferirmi in nessuna maniera. Ave Satanas.”
Il Tarocco dell'Appeso - legare magicamenteChiudete il rituale e poi uscite, o se siete già all’aperto andate da un albero dove si possa inchiodare il pupazzo per il piede lasciato libero, e appendetelo a testa in giù come mostrato nell’immagine della carta del Tarocco dell'Appeso (questa parte del rituale, e come appendere il pupazzo, mi è stata speiegata da Azazel).





ROBIN HOOD
Robin Hood è veramente esistito?
Con re Artù, Robin Hood è senz'altro il più celebre fra gli eroi leggendari inglesi e, guarda caso, condivide con lui anche il fondato dubbio che molti ricercatori manifestano a proposito della sua reale esistenza. Lo studioso di folclore Lord Raglan lo considera una antica divinità celtica, mentre Margaret Murray, nel suo libro “Il dio delle streghe” evidenzia che il suo nome potrebbe essere “Robin dal cappuccio”, una sorta di raffigurazione del diavolo (o del dio cornuto) nel corso delle grandi feste magiche pagane. Malgrado queste illazioni, esistono anche prove concrete che Robin Hood corrisponda a
un personaggio realmente esistito, quello cantato nelle ballate popolari: un coraggioso indipendente che cacciava i cervi nella tenuta reale della Foresta di Sherwood e che era in continua lotta per un feudo con lo sceriffo di Nottingham. La prima citazione letteraria di Robin Hood la troviamo nell'opera di William Langland “Pietro l'aratore”, databile attorno al 1377. Langland ricorda il rimprovero di un prete che lo accusava di non essere capace di tenere a memoria le preghiere, ma lui stesso precisa che in compenso ricordava le strofe di Robin Hood e di Randolf conte di Chester. Dunque già a quel tempo le ballate su Robin erano diffuse e conosciute. Nel 1510 Wynkin de Worde, uno dei primi tipografi, stampò un libro intitolato “A Lytell Geste of Robyn Hood”, un'opera che per il mito di Robin ebbe la stessa importanza di quella che Malory dedicò a re Artù. Passa ancora qualche secolo ed ecco che Sir Walter Scott richiama il mito di Robin Hood nel suo capolavoro Ivanhoe (1847), dove l'eroe leggendario viene presentato nei panni del fuorilegge che si da alla macchia, pur restando un fedele suddito di re Riccardo Cuordileone. Mancava soltanto l'intervento di qualche studioso del folclore che facesse notare come il nome di Robin venisse sovente associato alle feste popolari, come per esempio quella della cerimonia del cavallo di legno che si tiene a maggio a Padstow, in Cornovaglia, con ciò suggerendo che egli era in realtà Robin del Bosco, che il suo nome derivava in realtà dal dio nordico Woden... Ma non è finita. Nel libro “Sword in the Stone”, l'autore T.H.White lo fa diventare addirittura un contemporaneo di Artù, il quale (ammesso sia esistito) si dice sia morto nel 540 d.C. Ma per tutti coloro che credono che non esiste mai un fumo senza fuoco, Robin Hood era un fuorilegge in carne ed ossa che aveva fatto della impenetrabile Foresta di Sherwood la sua dimora e che nel breve tempo della sua avventurosa vita si era guadagnato una grande popolarità, come Billy the Kid, diventando il soggetto preferito per racconti e ballate. Sembra improprio collocarlo al tempo di Riccardo Cuordileone (1157-99), giacché sarebbe stato menzionato in manoscritti ancora precedenti al già citato Pietro l'aratore, venuto due secoli dopo. Nella sua Cronaca della Scozia, scritta attorno al 1420, Andrew Wyntoun, parla di Robin Hood e di Little John a proposito dell'anno 1283, una data che, istintivamente, ci pare più accettabile, ossia un secolo prima di Pietro l'aratore. Qual era precisamente lo scenario in cui era solito agire? Un riferimento significativo possiamo rintracciarlo nel nome di un piccolo villaggio di pescatori nello Yorkshire: Baia di Robin Hood, non lontano da Whitby, nelle cui vicinanze, si possono ammirare due tumuli che la tradizione popolare chiama i monticelli di Robin. Un altro richiamo sta nel fatto che in tempi medievali la foresta di Barnsdale, sempre nello Yorkshire, era in pratica tutt'uno con quella di Sherwood, nel Nottinghamshire. In una storia della sua vita, risalente al XVI secolo, facente parte del gruppo dei Manoscritti Sloane, lo si dice nato a Locksley, nello Yorkshire, attorno al 1160. In Cronaca della Scozia lo si associa a "Barnysale", probabilmente Barnsdale. Insomma, quasi di certo era un uomo dello Yorkshire. Leggende posteriori lo presentano invece come "Sir Robin di Locksley", ma anche come conte di Huntingdon. Al contrario di ciò che veniva raccontato in storie più antiche che lo tratteggiavano come un semplice proprietario terriero - una sorta di fattore con la propria terra - ed era proprio questa qualità che ne faceva un eroe: non perché era un nobile, quanto perché, nella sua normalità, ben rappresentava il popolo, la gente ordinaria. (Un piccolo proprietario terriero stava appena un gradino al di sopra di un popolano senza possedimenti). Ma il riferimento più importante a proposito di una possibile identificazione di Robin Hood lo si ricavò verso la metà del XIX secolo quando la Commissione nazionale preposta alla valutazione delle carte storiche prese a passare al setaccio migliaia e migliaia di documenti lungo un arco di storia di oltre ottocento anni. Nel 1852 il celebre studioso di antichità Joseph Hunter dichiarò di essersi imbattuto nel corso delle sue ricerche in un personaggio che avrebbe potuto identificarsi con l'autentico Robin Hood. Il suo nome era Robert, figlio di Adam Hood, un guardacaccia al servizio del conte de Warenne. (Robin era semplicemente un diminutivo di Robert e non, in quel tempo, un vero e proprio nome). Era nato attorno al 1280. Il 25 gennaio del 1316 Robert Hood e sua moglie Matilda pagavano due scellini la domanda di concessione per ottenere in custodia un piccolo appezzamento di terreno della vasta proprietà di "Bickhill (o Bitch-hill) nel Wakefield. Il pezzo di terra era appena più grande di un piccolo giardino: un centinaio di metri di lunghezza per circa duecento di larghezza, niente di più. Negli atti legali delle proprietà della contea, all'anno 1357 si segnala sul posto una «magione un tempo proprietà di Robert Hode»: all'epoca Robert Hood era già probabilmente morto. Ora, l'anno 1316 cade pressoché a cavallo del regno di Edoardo secondo, il frivolo, un omosessuale morto assassinato nel settembre del 1327, ucciso con uno spiedo incandescente che gli trapassò il ventre. Appena salito al trono (1307) Edoardo aveva eliminato tutti i ministri e i giudici voluti dal padre ed eletto l'amante Piers Gaveston duca di Cornovaglia fra la rabbia furiosa di tutti i nobili, passati però subito al contrattacco. Sotto la guida del più potente e intraprendente di loro, Thomas, conte di Lancaster, i baroni avevano imposto al re un consiglio composto da ventotto di loro (detti gli "ordinati") e alla fine, nel 1312, erano riusciti a eliminare Piers Gaveston. Il totale disinteresse di Edoardo per le questioni dello stato, aveva intanto messo sul piede di guerra gli Scozzesi - che il padre aveva soggiogato con grande fatica e dure battaglie - sempre pronti a ribellarsi al peso della tirannia inglese. Incapace di affrontarli, Edoardo venne sconfitto a Bannockburn nel 1314, esattamente due anni prima che Robin Hood ottenesse la concessione dell'appezzamento di terreno e mettesse su casa con la moglie Madida. Diventa così comprensibile perché quando il conte de Warenne, sollecitato dal suo re a raccogliere truppe da schierare contro i ribelli scozzesi, si era accorto che all'appello mancava Robin, lo avesse fatto imprigionare. Quando però nel 1317 era stata indetta una seconda leva di militari, il nome di Robin non compare più nell'elenco dei disertori, particolare che ha spinto lo storico moderno J.W. Walker a immaginare che in questa occasione avesse aderito alla chiamata arruolandosi. Cinque anni dopo era toccato al conte di Lancaster prendere le armi contro il proprio sovrano. Ancora una volta, il nome di Robin Hood non compare fra i latitanti ed è dunque probabile abbia nuovamente risposto all'appello. Le forze di Lancaster vennero sconfitte a Boroughbridge, il conte ribelle catturato e giustiziato. Il nuovo braccio di ferro era nato attorno a due nuovi favoriti di Edoardo, i Despenser, che in un primo tempo il re era stato costretto a bandire su pressione dei nobili, ma che dopo la vittoria sul campo di battaglia aveva potuto reintegrare nei suoi favori. Coloro che avevano in qualche modo appoggiato la causa di Lancaster, erano stati dichiarati fuorilegge. Tra i molti documenti esaminati, Walker ne ha trovato uno in cui si attestava la confisca di «una casa composta da cinque stanze» a Bichill, Wakefield. Per lo storico si tratta senz'altro dell'abitazione di Robert Hood, il quale da quel momento in avanti era stato costretto a trovare rifugio nella vicina foresta di Barnsdale, dove si era trasformato in un brigante di successo. Ora, il lettore deve sapere che se le cose sono andate veramente così e se Robert Hood era il leggendario Robin che si era dato alla macchia vivendo di caccia nella foresta, egli correva un gravissimo rischio. Quando Guglielmo il Conquistatore aveva portato la dominazione normanna sul suolo inglese, una delle prime sue iniziative era stata infatti quella di dichiarare tutte le foreste del paese - vale a dire in pratica almeno un terzo di tutto il territorio - proprietà della corona. Pertanto, chiunque avesse osato cacciare anche solo un cervo reale avrebbe corso il serio rischio di venire spellato vivo. Sotto Guglielmo i Sassoni, in sudditanza, soffrirono molto, un po' come accadde per i popoli delle nazioni occupate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Due secoli e mezzo dopo i Normanni erano perfettamente integrati nel contesto britannico tanto da considerarsi ormai inglesi a tutti gli effetti e da abbandonare la lingua francese per l'inglese. Ciò nonostante le leggi erano ancora severissime. Quelle relative al bracconaggio e alla protezione delle foreste si erano un po' mitigate, tuttavia si poteva ancora perdere una mano o avere le labbra mutilate per aver cacciato un cervo nelle tenute reali. A volte la pena poteva anche consistere in un anno di galera, ma solo a condizione di assicurazioni per un comportamento futuro integerrimo. Inoltre, se il condannato non poteva vantare qualche "garante" poteva essere espulso, vale a dire costretto a lasciare il regno per sempre. La grande battaglia di Boroughbridge venne combattuta il 16 marzo 1322, nei pressi del fiume Ure nello Yorkshire. Fanteria e arcieri sconfissero la cavalleria ribelle, che sopraffatta da un secondo contingente di armati del re, era stata completamente disgregata. Lancaster era caduto prigioniero. Nel corso degli interrogatori venne fuori che fra gli alleati si era schierato l'eterno rivale inglese, il vecchio nemico Robert Bruce. Lancaster, cugino del re, era stato condannato a morte e decapitato e Robin Hood, a cui era stato confiscato ogni bene, era diventato un fuorilegge. Ma se Walker non sbaglia nell’ identificare Robert Hood di Wakefield come Robin Hood, c'è da dire che la sua latitanza come bandito non durò a lungo. Nella primavera dell'anno successivo il re era riuscito ad avanzare verso il nord dell'Inghilterra, raggiungendo la città di York il 1° maggio. Dal 16 al 21 di quello stesso mese, si era fermato a Rothwell, fra Wakefield e Leeds, trascorrendo almeno tre giorni a caccia a Plumpton Park nella Foresta di Knaresborough. Questo episodio entra a far parte della storia di Robin Hood, in quanto si racconta che «essendo entrato il re in Plumpton Park, vide che molti dei suoi cervi non c'erano più». Quando il re aveva voluto osservare le mandrie di cervi, non ne aveva veduto neppure uno che portasse un palco di corna importante. Al che, dice la leggenda, aveva esclamato con rabbia, giurando sulla Trinità: «Come vorrei poter avere nelle mie mani quel farabutto di Robin Hood!». Stando alla ballata, uno dei guardacaccia presenti aveva allora suggerito al re di travestirsi da abate e di penetrare nella foresta con un gruppo di armigeri con vesti da frati. L'inganno aveva colto nel segno: Robin Hood e i suoi uomini erano usciti allo scoperto e fermato la processione, ma avevano riconosciuto il re. A questo punto, fatta conoscenza, il re aveva trovato il fuorilegge così simpatico da invitarlo ad andare presso di lui per diventare un suo valletto di corte. Il viaggio del re era continuato fino al febbraio del 1324, quando aveva fatto ritorno a Westminster. Nella lista dei conti di corte si legge di una spesa relativa al mese di aprile comprendente il salario di Robin e di altri ventotto dei suoi compagni, anche se un primo pagamento a Robin risaliva al giugno dell'anno precedente. Il racconto prosegue ricordando come dopo aver vissuto per qualche tempo alla corte del re, Robin Hood avesse chiesto il permesso di essere reintegrato nella sua proprietà di Barnsdale. Nelle annotazioni relative al novembre del 1324 si ricorda che Robyn Hood, valletto di sua maestà, era stato gratificato di cinque scellini «per non essere più abile al lavoro». In realtà, la storia dice che, ricevuto un permesso provvisorio di una sola settimana, Robin Hood era andato a Barnsdale, ma non aveva più fatto ritorno a corte. Anzi, aveva rimesso insieme una banda rimanendo a vivere nella foresta, dove era rimasto per altri ventidue anni. Se la storia è quella autentica, Robert morì sessantenne nel 1346. La buona sorte del re prese a venir meno in coincidenza della fuga di Robin dalla reggia. Richiamati gli esiliati, fra cui i Despenser, era diventato l’amante più giovane, fra il disgusto della regina consorte, Isabella, che aveva già dovuto sopportare Piers Gaveston. La donna era una nobile francese, figlia di Filippo il Bello. All'epoca si era invaghita di un losco e ambizioso giovane barone, Roger di Mortimer, imprigionato nella Torre di Londra per essersi opposto al ritorno dei membri della famiglia Despenser. Isabella, divenuta amante, ne aveva architettato la fuga. Roger era scappato a Parigi e qui Isabella l'aveva raggiunto, con il finto scopo di compiere una missione diplomatica. Riunite le forze, i due amanti erano sbarcati a Orwell, nel Suffolk, con un esercito di oltre tremila uomini. Quando il re aveva appreso la notizia si era spaventato e aveva provato a fuggire, ma intercettato era stato rinchiuso nel castello di Berkeley. A forza, e sotto la minaccia della vita, Edoardo era stato obbligato ad abdicare, per lasciare la corona al figlio quindicenne Edoardo III. La notte del 21 settembre del 1327 il castello di Berkeley diventò teatro di un efferato assassinio. Lo spodestato re Edoardo era stato trovato morto nella sua stanza «deceduto per cause naturali». Sul corpo non c'erano tracce di violenza; ma si narra che fosse tutto rattrappito dai segni di una terribile, atroce sofferenza. Stando a una cronaca, redatta una trentina d'anni dopo i fatti, pare che i sicari, entrati nella sua cella mentre dormiva, lo avevano legato a un tavolo. Quindi, dopo avergli introdotto un corno nell'ano, lo avevano sbudellato con uno spiedo rovente. Mortimer e Isabella erano dunque a tutti gli effetti i nuovi reggenti d'Inghilterra. Governarono per quattro anni, fino a quando cioè Edoardo non aveva acclamato le redini del potere. Come prima azione, imprigionato Mortimer nel castello di Nottingham, lo aveva fatto giustiziare come traditore a Tyburn. La perdita dell'amante aveva fatto impazzire la madre per qualche tempo. Ristabilitasi, era tornata alla normalità, vivendo per altri vent'anni. E’ pressoché certo che il Robin Hood vissuto sotto il regno di Edoardo II non sembrerebbe avere alcuna connessione con il leggendario omonimo datosi alla macchia nella Foresta di Sherwood, se, per di più, è vero ciò che viene riportato nel libro “Who's Who in History” in cui lo si da ancora vivo attorno al 1230 sotto Edoardo III, citando il riferimento, in quello stesso anno, della vendita (per 32 scellini e 6 penny) dei suoi beni confiscati dalla corona, effettuata dallo sceriffo dello Yorkshire quando Robin aveva scelto l'illegalità, anche se medesima fonte segnala che il personaggio di Robert Hood di Wakefield è pretendente al ruolo altrettanto accreditato. Una lancia va spezzata a favore di una figura vissuta prima, per il fatto che con più tempo a disposizione si giustifica meglio il consolidamento di una leggenda, all’epoca già molto radicata nel folclore popolare e diffusa in tutta l'Inghilterra. Ma anche sull'ipotesi posteriore del Robin Hood di Wakefield, non mancano le osservazioni convincenti. Se Robin era diventato un fuorilegge nel 1322, a seguito dell'atto di ribellione di Lancaster, egli trascorse alla macchia un anno soltanto, prima di essere "assunto" presso la corte di Edoardo. La storia del perdono concessogli dal suo re omosessuale certamente è credibile, considerato poi che Robin venne promosso suo valletto di camera. Evidentemente, Robin si sarà dovuto ben presto rendere conto che i suoi servizi andavano un po' oltre quelli tradizionalmente intesi, anche se, all'epoca, il favorito era Hugh le Despenser (come abbiamo visto, poi giustiziato nel 1326 da Mortimer e Isabella). Così Robin era tornato nella foresta, trasformandosi in una leggenda vivente. Non possiamo sapere se fosse davvero l'arcinemico dello sceriffo di Nottingham - l'equivalente di un capo della polizia di contea - ma sappiamo di certo che lo sceriffo, avendo il compito di mantenere la legalità nel Nottinghamshire e nel sud dello Yorkshire, non poteva esimersi dal dare la caccia ai fuorilegge che infestavano le foreste reali. Un'altra cronaca racconta come Robin Hood si ritirasse nella baia omonima, preferendo la fuga in mare piuttosto che la prigione. (Certe leggende gli accreditano avventure e gesta anche in luoghi lontani, come il Cumberland). È indubbio che i tentativi di allontanarlo dal paese furono effettuati, anche se c'è da dire che non furono mai troppo insistenti, visto che tutto il popolo e i contadini erano visceralmente schierati con lui. C'era stato un tempo, infatti, in cui le foreste erano territorio libero e di tutti. Ora, pensarle proprietà esclusiva del re, terreno di caccia suo ed esclusivo, quando anche volendo non ne avrebbe potuto che sfruttare una parte minima, faceva montare rabbia e ribellione. Ma c'era un altro motivo per cui le autorità consentivano a Robin Hood e alla sua banda di allegri fuorilegge di operare in modo abbastanza libero. Quando era stato a corte aveva certamente conosciuto l'erede al trono, il ragazzo che sarebbe diventato Edoardo III, ed era normale che un giovane si infervorasse al cospetto di un uomo che era stato un famoso fuorilegge. Si tratta di una mera illazione, che spiegherebbe però assai bene come mai a Robin Hood negli ultimi dieci anni di vita trascorsi nuovamente alla macchia fosse concesso di agire se non indisturbato, per lo meno senza subire una spietata persecuzione. Le autorità, ad ogni buon conto, avevano tutto l'interesse ad eliminarlo. Stando a una delle tante leggende compresa nel Manoscritto Sloane si racconta che, ammalatosi, Robin si era recato da una cugina, la Priora di Kirkless, per sottoporsi a un salasso, all'epoca l'unico rimedio conosciuto come panacea universale per ogni male. Questa, ricordando le tante ruberie e umiliazioni che Robin aveva imposto a monaci e a suore, lo aveva ingannato, salassandolo fino a provocarne la morte. Un altro racconto sostiene che la cugina lo tradisse su istigazione dell'amante, Sir Roger di Doncaster, mentre un'altra fonte ancora imputa la sua fine ad un monaco che lo curava, il quale aveva pensato bene che quell'uomo, in qualità di fuorilegge, avrebbe dovuto essere eliminato. Robin venne sepolto nel cimitero del convento e sulla pietra fu inciso un arco teso. Nella Cronaca di Grafton (1562) si dice che Robin Hood giace in una tomba senza nome, mentre in una cronaca di un secolo posteriore si parla di un cimitero e di una lastra di pietra con incisa una semplice croce. Nel 1665 il dottor Nathaniel Johnstone ne fece un disegno, un altro analogo compare nell'opera di Gough intitolata “Sepulchral Monumenrs”. All'inizio del XIX secolo alcuni sterratori occupati al tracciato di un tratto di ferrovia, ruppero apposta la lastra ritenendo che la pietra tombale ridotta in polvere avesse prodigiosi poteri contro il mal di denti. Così l'ultimo appiglio concreto alla figura di Robin Hood era sparito per sempre. All'epoca era venuta alla luce anche la tomba della cugina, un manufatto molto simile a quello di Robin. La storia ci ha consegnato anche il nome della donna: Elizabeth Stainton. Volendo trovare il vero e profondo senso della leggenda di Robin Hood, viene spontaneo pensare a un'epoca in cui contadini e paesani, costretti com'erano a vivere in condizioni penose, incominciarono a far crescere dentro di sé i fermenti della contestazione e della ribellione contro i nobili e i potenti, risentimenti che si manifestarono nella dottrina propugnata da John Ball, poi concretizzatasi nella rivolta del 1381, vale a dire appena qualche tempo dopo la prima citazione ufficiale di Robin Hood fatta da John Langland. La cosiddetta Rivolta dei Contadini viene considerata come il segno della fine del tempo medievale; ma, a essere sinceri, questa sensazione ce la offrono in modo ancora più sensibile e concreto le ballate e le storie, le leggende folcloristiche che ci parlano di Robin Hood e delle sue imprese. Anche lui, con il suo anelito di libertà, è il simbolo della porta di un momento storico che si chiude in modo definitivo per consentire che quella dei nuovi tempi possa aprirsi.



Il vero nome, o meglio il soprannome, del Principe della Valacchia non era, come erroneamente si pensa, Dracula, adattato dal rumeno, bensì Draculea. Di origine latina, questo soprannome gioca sull'ambiguità del sostantivo DRAC, che significa dragone o diavolo, mentre UL è un articolo determinativo, pari al nostro "il"; EA significa "figlio di", in quanto il soprannome della sua casata gli derivava dal padre.
Ma qual’è la vera storia del principe Vlad? L'8 febbraio del 1431, a Norimberga, l'imperatore Sigismundo di Lussemburgo concesse il governo della Valacchia a Vlad II, uno dei suoi più fedeli e valorosi sostenitori.
Per convalidare questa investitura, l'imperatore diede al suo protetto un medaglione dorato con inciso un drago: era questo, infatti, il sigillo dei cavalieri dell'Ordine del Drago al servizio di Sigismundo.
Il medaglione rappresentava il simbolo della vittoria di Cristo sulle forze del male: chi lo indossava non poteva separarsene finché fosse in vita.
Vlad il Drago
In attesa dell'incoronazione, Vlad si trasferì in Transilvania, dove fece costruire due zecche. Per le prime emissioni usò il suo emblema, il drago. Questo è il motivo per cui il popolo rumeno lo soprannominò Dracul, appellativo che diventò un vero e proprio cognome per i suoi discendenti, tra cui il suo secondogenito Vlad III, cioè il nostro Dracula, nato nel dicembre del 1431. Vlad III, seguendo le orme del padre, divenne egli stesso un cavaliere dell'Ordine del Drago. Oltre che un bravo combattente, divenne anche un abile politico, basandosi sul principio secondo il quale "per un principe è molto meglio essere temuto che essere amato".
Dopo la morte del padre, Vlad III, fatto prigioniero dai turchi, servì come ufficiale nel loro esercito, imparando le loro tecniche di tortura. Riuscì ben presto a fuggire aiutato da uno zio, un nobile rumeno del quale, in seguito, sposerà la figlia. Dopo vari tentativi, riuscì a salire al trono di Valacchia il 22 agosto del 1456 a soli 25 anni. L'inizio del suo regno fu caratterizzato dal passaggio di una cometa sull'Europa, per molti un cattivo presagio. Vlad riorganizzò lo Stato riformando diverse leggi e introducendo la pena capitale tramite impalamento per tutti i nemici. Combattè con incredibile ferocia l'esercito turco utilizzando, contro i nemici, le loro stesse tecniche di tortura. Questo gli valse il terribile soprannome di Vlad "Tepes", ovvero Vlad l'Impalatore.
Nel corso di una battaglia venne fatto prigioniero ma, dopo ben dieci anni passati in prigione, tornò al trono nel 1476, riprendendo la sua feroce lotta contro gli ottomani. Verso la fine dello stesso anno venne infine assassinato da Laiota Basarab che gli successe al trono. Una delle più belle descrizioni di Vlad è quella scritta da papa Pio II, suo contemporaneo, che ne esalta la grandezza e l'orgoglio.
Dracula il vampiro
Ma il mito di Dracula è legato alla sua figura di vampiro. Come ha fatto, un principe e condottiero, a trasformarsi in "creatura della notte" assetata di sangue?. Alla fine del XV secolo, nel monastero Kirillo-Bieloserskij, venne ritrovato un manoscritto redatto da un monaco russo che si firmava Efrosin. Composto da capitoli indipendenti l'uno dall'altro, l'opera contiene aneddoti che vedono come protagonista Vlad III. In uno di questi si racconta come il Principe della Valacchia provasse soddisfazione nel pranzare sotto i cadaveri dei suoi nemici che, impalati in gran numero, circondavano il suo tavolo. Per rendersi conto della risolutezza e della ferocia di Vlad, basti pensare all'episodio in cui un suo servitore, non sopportando l'odore disgustoso dei cadaveri attorno al banchetto, nel servire il suo padrone si tappò il naso girando la testa dall'altra parte. Dracula lo fece impalare dicendo: «Là in alto dove tu sarai, il fetore non potrà arrivare». Da racconti come questo e dalle leggende che nel corso dei secoli si crearono attorno al nome del principe Vlad, oltre che da una buona dose di superstizioni popolari, lo scrittore Abraham (Bram) Stoker trasse l'ispirazione per realizzare il suo romanzo capolavoro: Dracula. Il libro venne stampato nel 1897 e, da allora, la figura di Dracula assunse le caratteristiche che oggi conosciamo.
Da libro al cinema
II personaggio, nato dalla penna del romanziere, veniva descritto come un vecchio di alta statura e con lunghi baffi bianchi; le sue orecchie erano pallide e appuntite. Inoltre, sempre secondo la scrizione di Stoker, Dracula aveva i peli sui palmi delle mani e le unghie lunghe, strette e appuntite. Egli poteva, inoltre, trasformarsi in pipistrello o dissolversi in nebbia a suo piacimento. Il suo punto debole erano i simboli sacri, sia cristiani che pagani, come l'acqua santa e l'aglio o le croci. Ben presto anche il cinema si interessò a questo terribile quanto affascinante personaggio. Dracula venne ritratto, nei molti film che lo videro protagonista, in vari modi: ogni Dracula era diverso dal precedente e ognuno aveva le proprie caratteristiche fisiche e di vampiro. Ma l'attore che più di tutti legò la propria immagine al ruolo del Principe delle tenebre, fu senza dubbio Bela Lugosi, vera e propria star del cinema horror degli anni '30 il quale, nonostante il suo aspetto elegante ed aristocratico, appariva ben distante dal mostro peloso e con le orecchie a punta descritto da Stoker.
Chi ha paura del vampiro?
Dracula e, più in generale, i vampiri, si sono installati nella mente dell'uomo come creature cariche di significati. Non sono in pochi a credere che la popolarità di questi esseri dai lunghi canini, sia direttamente riconducibile all'amore per il pericolo che da sempre attira l'uomo. Ma ancora più affascinante è la teoria secondo cui il vampiro è esclusivamente la riproduzione della consapevolezza umana della morte. Dracula, dunque, diventa tanto più potente per la sua capacità, che tutti vorremmo avere, di ingannare la morte e continuare ad esistere: egli è quasi immortale, ma nessuno conosce la morte così intimamente come lui. Ma anche una creatura così particolare ha dei nemici e può esssere sconfitta. Lo scienziato ed espertto di occultismo Abraham Van Helsing, il più grande cacciatore di vampiri della storia, ha affrontato con molta serietà l'argomento nel suo trattato, il De Nosferatu Misterìis, conservato alla Van Helsing Vampiric Society.
Come si riconosceva un vampiro
Com'era possibile scambiare un uomo per un vampiro? Medicina e scienza hanno fornito alcune risposte, associando i tratti caratteristici dei vampiri a malattie realmente esistenti quali l’anemia, una malattia del sangue che comporta un numero molto basso di globuli rossi. Tra i sintomi l'aspetto pallido, l'affaticamento, il respiro debole e problemi digestivi, con conseguente difficoltà nel mangiare. Nei secoli scorsi, questi segni potevano fare pensare a un attacco da parte di un vampiro.
La catalessi, invece, è un disordine nervoso che rallenta tutte le funzioni regolatorie del corpo tanto che, a un primo esame, il paziente può sembrare morto. Infine, quella che più di tutte si associa alle caratteristiche dei vampiri è forse la porfiria. Si tratta di una malattia del sangue che blocca la produzione di "eme", componente dell'emoglobina e sostanza fondamentale del sangue. Quando la malattia è in stato avanzato, la pelle inizia a creparsi se esposta al sole e le cicatrici si coprono di peli, le labbra spaccate si ritraggono scoprendo i denti, il naso e le dita delle mani si consumano.
La Contessa sanguinaria
E’ quanto di più simile ci sia alle sanguinarie creature della notte. Nata nel 1560 in una delle più ricche e antiche famiglie della Transilvania, la Contessa era molto vanitosa e ossessionata dalla perdita della bellezza. Si narra che un giorno una serva, rea di averle tirato i capelli mentre glieli stava acconciando, fu colpita dalla Contessa tanto forte da farla sanguinare; il sangue della ragazza cadde sulla mano di Elizabeth, la quale si persuase che la sua pelle avesse acquisito la freschezza della giovane proprio grazie al suo sangue. Convinta di aver scoperto il segreto dell'eterna giovinezza, la fece spogliare e dissanguare dal maggiordomo. Il sangue della giovanetta venne versato in una vasca, dopodichè vi si immerse. Complici dell'atroce atto furono anche due fattucchiere. Per i successivi 10 anni i servitori della Contessa le procurarono fanciulle per il bagno rituale. Ma, un giorno, una delle vittime riusci a scappare informando le autorità su quanto accadeva al castello. Arrestata, Elizabeth non fu mai condannata per alcun crimine, ma le venne imposto di vivere reclusa nella sua camera da letto fino alla fine dei suoi giorni, con le porte e le finestre murate. Nel 1614, dopo 4 anni di reclusione, una delle guardie la vide per terra, immobile. Elizabeth Bathory era morta.
I punti deboli dei vampiri
Nelle sue pagine, Van Helsing descrive molto accuratamente il fenomeno del vampirismo, fornendo anche gli strumenti per combatterlo ed annientarlo. Secondo lo studioso, i vampiri sono creature delle tenebre che si nutrono di sangue umano, vivono fuori dalla grazia di Dio e sono quasi immortali. Per conservare i loro poteri devono riposare sulla terra della loro patria di origine. Hanno, inoltre, numerose abilità "magiche", quali la capacità di trasformarsi in lupo o pipistrello, lo sguardo ipnotico, la possibilità di vaporizzarsi in una nube di fumo, la padronanza di alcuni fenomeni atmosferici e altri poteri mentali. Ma i vampiri hanno anche molti punti deboli. Il contatto con l'acqua santa o altri oggetti consacrati causa loro gravi ustioni, odiano l'aglio, la luce del giorno e gli specchi, nei quali la loro immagine non viene riflessa.
Ma vampiri lo si può anche diventare. Ad esempio attraverso un rito satanico ed una forte volontà di rinnegare tutto ciò che è sacro. In questo modo nascono i vampiri eccezionali, come Dracula. Oppure tramite contagio: chiunque venga morso da un vampiro che dovesse berne il sangue, diventerebbe vampiro a sua volta, dapprima mostrando evidenti segni di anemia, poi peggiorando fino alla morte del corpo. Infine, sempre secondo Van Helsing, l'unico modo per uccidere un vampiro è quello di conficcargli un paletto di legno, preferibilmente di frassino, nel cuore e poi decapitarlo.
Ma i vampiri esistono?
Dracula vanta molti fan e qualche tentativo di imitazione. Nel 1994, l'autorevole agenzia inglese Reuters riferì che, a Vladivostok, in Siberia, una giovane donna uccise a coltellate un poliziotto per poi, incollate le labbra al collo della vittima, berne il sangue che sgorgava dalle ferite. Secondo i testimoni dell'orribile episodio non c'erano dubbi, si trattava dell'attacco di una vampira. Del resto, nel 1996, un censimento condotto dal "Centro di ricerca sui vampiri" di New York, certificò la presenza di 40 vampiri in Canada, 550 negli Stati Uniti e 310 nel resto del mondo. In Italia, secondo gli studiosi, i casi accertati sarebbero "solo" una decina.

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